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Sicronizzazione dei carburatori di moto pluricilindriche


PREMESSA

 L'articolo parla della sincronizzazione dei carburatori di tipo Keihin CV o Mikuni BS di un plurifrazionato a 4 cilindri in linea. Ciò non toglie che il procedimento sia corretto anche per bi e tricilindrici con batterie di carburatori sia a depressione che "flat slide" con il comando delle farfalle posto sullo stesso asse.

I corpi farfallati delle iniezioni seguono regole diverse, a seconda anche della dotazione della seconda farfalla controllata elettronicamente, per cui non sempre la sincronizzazione è simile a quella dei carburatori.


Nella nostra moto ci sono 4 carburatori e un filo che li controlla, più un filo di richiamo che agisce sulla stessa ruota ma in senso opposto, per prevenire entro certi limiti eventuali blocchi della manopola del gas. Per aprire 4 farfalle con un solo comando c'è un sistema di leveraggi attaccati agli alberini che in ogni carburatore controllano la farfalla. Frapposti a questi leveraggi c'è un sistema di registri con una vite e una molla che creando una pressione impedisce alla vite di girare, impedisce per modo di dire perché col tempo, le variazioni di temperatura, le vibrazioni, queste viti e tutto il sistema di registri subiscono delle variazioni anche notevoli. Ne deriva il fatto che le valvole non sono tutte perfettamente allineate come apertura o comunque non permettono ad ogni cilindro di aspirare la stessa quantità di miscela per quella data apertura del gas, e la cosa si manifesta in modo più evidente ai regimi più bassi, la moto è ruvida, sale male di giri, "sputazza", è irregolare.

Ci sono 2 modi per fare la registrazione, ossia per sincronizzare i carburatori, una è la cosiddetta registrazione teorica, che non prevede strumenti diversi da uno spessimetro, e poi c'è la regolazione dinamica che prevede l'uso di un vacuometro. Il vacuometro è uno strumento che misura la quantità di vuoto o impropriamente detta la forza aspirante di ciascun cilindro.

Questo strumento può essere di vari tipi, c'è ad acqua, a mercurio, meccanico ad aria o elettromeccanico con una circuiteria digitale. Quelli ad acqua e a mercurio sono essenzialmente simili, ossia 4 tubi trasparenti e graduati con dentro un liquido colorato ed in cima un ugello con una valvola. Agli ugelli si attaccano dei tubi lunghi e morbidi (tipo quelli per il carburante) che arrivano ai carburatori.

Quelli meccanici hanno un principio simile a quelli ad acqua o mercurio, solo che hanno un meccanismo a stantuffi che muove un dispositivo che somiglia molto ad un tachimetro a lancetta che gira anche questo su un fondo graduato, proprio come un contagiri o contachilometri.

Quelli elettromeccanici sono simili a questi meccanici solo che il movimento viene intercettato da sensori ottici o ad impedenza variabile (dei potenziometri) e un circuito mostra dei numeri su dei display LCD o a led. I più diffusi di questi strumenti sono per 4 cilindri ma ne esistono per 6 e più. Non sono molto costosi, specie quelli ad acqua o a mercurio costano tra 40 e 60 euro, ma dall'avvento dell'iniezione non sono piu' necessari e sono difficili da reperire. Molti meccanici li hanno ma se si chiede loro di vendervelo pochi sono disposti a privarsene, perche' ogni tanto gli capita qualche vecchia Alfa Romeo coi carburatori a doppio corpo da ri-sincronizzare. Il procedimento per la registrazione dinamica (vi spiego dopo quella teorica).

Per registrare la sincronizzazione i carburatori hanno, oltre ad un ugello a cui collegare il vacuometro, anche 3 viti che funzionano in questo modo: ipotizzando da sinistra a destra i carburatori come 1, 2, 3, 4, c'è una vite tra 1 e 2 che registra questa coppia aprendo/chiudendo l'uno e l'altro in modo opposto ossia girando la vite uno valvola si apre l'altra si chiude in egual misura. Tra 3 e 4 come per 1 e 2 una vite che registra quest'altra coppia, e tra i carburatori 2 e 3 la vite NON registra questi 2 carburatori, ma agisce contemporaneamente sulle altre 2 coppie appaiate. Ossia 1 e 2 si muovono contemporaneamente e in senso opposto a 3 e 4. Per registrare i carburatori con lo strumento di cui sopra basta smontare e sollevare il serbatoio, identificare degli ugelli di gomma sopra i carburatori, poco a valle della valvola a farfalla, attenzione A VALLE ossia tra valvola e condotto di aspirazione. Togliere questi tappi e inserirvi i 4 tubi dello strumento (vacuometro) avendo l'accortezza di rispettare un ordine logico nello strumento ossia se abbiamo un vacuometro ad acqua o mercurio a 4 colonne, inserire i tubi della colonna 1 col carburatore del cilindro 1 e così via. Accendere il motore e farlo scaldare abbastanza finche' il minimo diventi regolare, e' meglio non registrarli a freddo.

Agire sulla vite di minimo per portare questo attorno ai 1500-1800, quindi iniziare la registrazione. Se i carburatori sono starati le colonne di acqua colorata o mercurio nello vacuometro non si alzeranno tutte fino alla stessa altezza ma arriveranno ognuna ad altezza differente. Con un cacciavite piuttosto lungo identificare le viti tra i carburatori esterni ossia tra 1 e 2 o 3 e 4 e registrare questi per primi. Girare la vite leggermente provando prima in un senso poi nell'altro fino ad ottenere che il liquido nelle colonne dei rispettivi carburatori su cui stiamo agendo arrivi allo stesso livello. Facciamo per i carburatori 1 e 2 poi 3 e 4.

A questo punto avremo le colonne dello stesso livello a 2 a 2. Quindi molto facilmente con l'ultima vite, quella al centro tra i carburatori 2 e 2 aggiusteremo le 2 coppie regolate in precedenza. Io ho parlato di liquido in delle colonne di vetro con stampata una scala graduata, e' ovvio che se il vacuometro fosse meccanico o elettronico avremo una lancetta sempre su una scala graduata o dei numeri su un display.

Questo lavoro non obbliga a smontare i carburatori e si fa in 15 minuti. Se avanzano 40-60 euro e ci si vuole procurare lo strumento si può far da soli ed avere la moto sempre a punto, altrimenti si può far fare al meccanico, pagando il giusto, che non sara' una gran cifra...

Ma se mi trovo in luogo di campagna, dove i meccanici di moto vicini sono troppo esosi, o non sanno sincronizzare un 4 cilindri a carburatore o non hanno lo strumento per farlo, esiste un'altra via da seguire solo se si ha buona manualità e tanto tempo da perdere...

Si chiama sincronizzazione teorica e prevede lo smontaggio dei carburatori. Quindi svuotati della benzina (e magari ben puliti con benzina o diluente nitro e poi soffiati, ce li si mette sulle ginocchia (senza bisogno di staccarne il filo del gas) e giocando con la vite che registra il minimo, uno spessimetro, e con le nostre dita per agire leggermente sul leveraggio che apre il gas, regolarli portandoli alla stessa apertura.

Come si fa?

Si sceglie l'asta dello spessimetro più sottile, ossia la 0,05 (5 centesimi di millimetro) quella sottile e flessibile come un pezzo di carta e la si infila sotto ad ogni valvola a farfalla nella parte bassa del venturi (il diffusore, il canale attraverso cui passa l'aria nel carburatore) dal lato frontale del carburatore (quello che guarda verso i condotti del motore), e regolando la vite del minimo si identifica la posizione in cui si riesce a sfilarla fuori con una lieve forza. Quindi rifarlo per il carburatore vicino seguendo la stessa regola delle coppie come per la regolazione con il vacuometro ossia prima 1 e 2 e/o 3 e 4 e alla fine le doppie coppie con la vite tra i carburatori 3 e 4. Finche' per sfilare l'asta dello spessimetro ci vorra' la stessa forza per ogni carburatore.

Perché si chiama (o almeno io la definisco) sincronizzazione teorica?

Perché non siamo sicuri che la regolazione è esatta, ossia lo è per quanto riguarda la posizione di ogni valvola, ma non e' detto che lo sia per la quantità di miscela che necessita ogni cilindro.

C'è un discorso a parte da fare su questa cosa, è vero che possono esserci delle differenze in ogni cilindro del motore che fanno in modo che ognuno di questi abbia un'efficienza lievemente diversa e quindi necessiti di più o meno miscela, ma è pure vero che da meta' anni '80 la perfezione dei motori giapponesi ha raggiunto livelli eccezionali a cui non e' ancora arrivato nessuno, manco gli italiani anzi proprio loro che ogni Ducati non ha un getto nel carburatore del cilindro posteriore uguale a quello frontale e uguali su ogni moto dello stesso modello.
Quindi le differenze tra ogni cilindro sono così lievi che anche la sincronizzazione teorica va bene.

Morale della favola, andate dal meccanico, costa poco e siete sicuri che verrà fatta bene. Se vi avanzano 40-60 euro comprate lo strumento, sarà divertente quella domenica mattina in cui vi siete svegliati presto con una bella giornata e volete dedicarvi alla cura della vostra moto e lo strumento lo ammortizzate dopo circa 4 sincronizzazioni...

Se siete pazzi e fanatici, masochisti amanti della vostra moto, allora la sincronizzazione teorica è pure divertente e si può fare ogni volta che decidete di smontare i carburatori per pulirli. Perché sulla nostra moto non c'è spazio per un filtro della benzina (di quelli di carta) e i carburatori si sporcano facilmente. E ricordatevi, si starano spesso e vanno sincronizzati almeno 2 volte l'anno!

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Mr. Mechano

 
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